lunedì 30 dicembre 2013

Finalmente anch'io ne ho trovato uno!

Sabato sono andata con Francesca a cercare un sentiero (che non siamo riuscite a rintracciare) e proprio nel mezzo della traccia che stavamo seguendo ho trovato questo:


E' un palco (corno) di capriolo, caduto da poco perché alla base c'erano ancora alcuni ciuffetti di pelo. Mi piacerebbe avere un palco di cervo, ma per ora sono contentissima di aver trovato questo.

domenica 29 dicembre 2013

Brownies alle noci

Questi sono un grande classico, io li faccio seguendo la ricetta di Paola.
Siccome parenti e amici ci hanno messo all'ingrasso, stamattina ci siamo svegliati un po' più tardi del solito con i postumi della cena di ieri sera; alle 13 dovevamo andare a pranzo dai nostri vicini, ma solo alle 11 abbiamo realizzato che non avevamo nulla da portare. Il vantaggio dei brownies è che sono molto veloci da fare, quindi li ho fatti al volo e sono stati un successo.
Ingredienti:
120 gr di cioccolato fondente (io ne ho usati 100 perché le tavolette sono da 100 gr...)
90 gr di burro
2 uova (4 di mugellese)
200 gr di zucchero
90 gr di farina
50 gr di noci a pezzetti (nocciole nella versione originale, ma va bene ogni tipo di frutta secca)

Far sciogliere insieme il burro e il cioccolato a fuoco bassissimo, mescolando. Versarli nel contenitore dove saranno aggiunti gli altri ingredienti, aspettare che si raffreddino e poi mescolarli allo zucchero facendolo sciogliere, amalgamare le uova e poi la farina. Aggiungere le noci a pezzetti, stendere l'impasto livellandolo bene in uno stampo non troppo grande, meglio se rettangolare o quadrato, foderato con carta forno imburrata. Infornare a 180°C per 30 - 40 minuti.
Far raffreddare il dolce e tagliarlo a losanghe o quadratini.

venerdì 27 dicembre 2013

Paesi di montagna


Raggiolo è un borgo del Casentino molto bello e particolare. Arroccato sul Pratomagno, paese dei Corsi, luogo dove da anni La Brigata di Raggiolo si adopera per mantenere vive strutture e tradizioni.
Condividiamo quanto scritto dall'associazione sul sito TuttoRaggiolo.

(...) Perché giovani famiglie o nuclei familiari non rimangono o addirittura non si trasferiscono in questi luoghi?
Raggiolo, come tanti altri paesi del Casentino e di tutta Italia, vive questa situazione, ogni giorno, lentamente e, sembra, inesorabilmente si muove verso un declino costante e dal triste futuro.
Il lavoro, la lontananza, l’isolamento, la socialità, sono tutti motivi che spingono a preferire le città o i grandi centri urbani. Sembrano controsensi, ma si preferisce vivere in città dove per fare 1 km serve 1 ora invece che 10 km in 10 minuti, si preferisce vivere circondati da tantissima gente con la quale non si scambia neanche una parola invece di essere parte di una piccola comunità in cui si parla sinceramente. La vita circondata da automobili, smog, clacson, frenesia e insicurezza è veramente migliore di un luogo isolato, ma piacevole da vivere e in cui vivere? Senza preoccupazioni di dover respirare malattie, con la possibilità di tenere le chiavi nella porta perché tanto nessuno entrerà in casa d’altri senza permesso. (...) L'importanza di essere un paese di montagna

Il lavoro sì, quello è l'ostacolo maggiore, ma se anche quello scarseggia, cosa vi trattiene? :-)

sabato 14 dicembre 2013

Biscotti alla lavanda

La scorsa settimana mi sono imbattuta in questa ricetta e vista la quantità di lavanda secca che non ho ancora sacchettizzato ho deciso di provarla subito.
Ovviamente ho fatto le mie modifiche, è quasi impossibile che io segua una ricetta per filo e per segno.
Ingredienti:
100 gr di farina integrale di grano tenero
60 gr di farina bianca di grano tenero
40 gr di farina di mais
80 gr di zucchero
100 gi di burro 
1 uovo
1 cucchiaino di lievito per dolci
1 pizzico di sale
1 cucchiaino colmo di fiori di lavanda essiccati e sbriciolati

Ammorbidire il burro a temperatura ambiente e montarlo con lo zucchero.
Aggiungere l'uovo e amalgamare formando una crema liscia. Aggiungere le farine, il lievito, il pizzico di sale e i fiori di lavanda.
Formare delle palline e schiacciarle sulla teglia coperta con la carta forno.
Cuocere a 180°C per 12 minuti o per il tempo necessario in base all'umore della cucina economica, come nel mio caso.

mercoledì 4 dicembre 2013

Lavanda per profumare


Alla Buona Luna cresce una lavanda profumatissima... e noi imprigioniamo il suo profumo in questi sacchettini, confezionati e decorati a mano. Contengono esclusivamente fiori di lavanda essiccati, senza l'aggiunta di profumazioni artificiali. Ideali per un piccolo regalo!

martedì 3 dicembre 2013

Buongiorno


L'alba dal Passo della Consuma

Lista dei desideri

Visto che Natale si avvicina, aggiorniamo la lista di ciò che ci serve.
Se volete barattare con noi, questo è ciò di cui potremmo avere bisogno, in ordine assolutamente sparso:
  • Trapano (preferibilmente a batteria)
  • Caraffa dosatrice in vetro
  • Assi e tavole di legno
  • Legna da ardere
  • Pinze e elastici per capelli
  • Scampoli di stoffa, nastri, ecc.
  • Cesto in vimini con manico
  • Cartucce per stampante Epson D92
  • Cibo per gatti
  • Tappeti scendiletto, un tappeto grande sul verde/rosa/beige
  • Macchina per cucire
  • Incenso
  • Libri
  • Semi e piantine bio prodotti in proprio

mercoledì 27 novembre 2013

In nome della legge

Un altro articolo che non posso non condividere; firmato da G. Chiesa, la versione integrale qui.

" (...) Incontro un macellaio di Tricarico, di cui non voglio fare il nome, perché anch’io sono stato contagiato dalla paura dell’”invidia” che si percepisce nell’aria. Anche suo padre, anche lui, che seguì le orme dell’avo, aveva qualche mucca. Una quindicina, dice. Macellava “del suo”, dopo avere nutrito le sue vacche e i suoi vitelli con il foraggio dei suoi campi. Niente di grande, quanto bastava per vivere, lui la famiglia, i figli. C’era un macello comunale fiorente, che lavorava a tempo pieno. Altro che carne biologica! Tutto era biologico, l’intera catena produttiva era biologica. Adesso come stanno le cose? Il macello è chiuso, da tempo. Non l’ho visitato, ma c’è da figurarsi la polvere. Ed è chiuso perché, delle oltre mille vacche che venivano allevate nelle decine di fattorie agricole del circondario, non ne è rimasta una sola. “Le mie quindici le ho macellate io stesso e ho chiuso”, esclama. E’ un oratore impetuoso e furibondo.
Racconta che arrivarono gl’ispettori della Regione, con le nuove normative europee, e gli spiegarono con una certa spocchia, mista a impazienza di fronte alle sue rimostranze, che da quel momento in avanti, la sua stalla avrebbe dovuto subire una rivoluzione. Qui le vacche, là il letame. Quest’ultimo doveva ora essere collocato in uno spazio ben recintato, per “ragioni d’igiene”, gli spiegarono. Altrimenti niente latte da vendere. Allora lui dice che rispetterà le norme. I suoi figli costruiranno il deposito separato per il letame. Lo sanno fare benissimo. Ma gli spiegano che non si può: il contenitore dev’essere fatto secondo le regole. Cioè ci vuole un geometra o un architetto, che firmino il progetto. Non è ammessa deroga. Dovrà pagare tremila euro. Altri ispettori arrivano nel negozio e rilevano che manca il bagno a regola d’arte. Altri duemila euro per sistemarlo. Infine arriva la Guardia di Finanza e trova che moglie e figlia, per lavorare in macelleria con lui, devono essere “messe in regola” con i contributi. Altrimenti dovrà pagare la multa. E sono altri 800 euro al mese.
Lo guardo senza trovare parole, nemmeno di conforto. Ho di fronte un uomo forte, un toro da combattimento, che sa perfino sorridere di disprezzo quando racconta dei lanzichenecchi che l’hanno assaltato. Non usa la parola “bravi”, perché forse non ha letto i Promessi Sposi, ma è certo umanamente più colto dei suoi grassatori “pubblici”, venuti a rapinarlo e a vessarlo alzando il vessillo della legge. E come ha fatto?,  gli chiedo. Lui allarga le braccia: “Ho chiuso la fattoria, ho smesso di allevare bestiame. Ho tenuto la macelleria, ma ora devo andare a comprare la carne a Matera, o altrove. E non è più carne mia.  Ammazzo i conigli, eccoli lì in vetrina. Aspetto che arrivi qualche altro ispettore che m’ingiunga di smettere di vendere anche quelli, con chissà quale norma igienica inventata a Bruxelles. (...)"

Nella migliore delle ipotesi, chi fa le norme non ha la più pallida idea di quali possano essere le ricadute della loro applicazione. Legislatori, la zappa è qui, venite prego!

sabato 23 novembre 2013

Sì, cambiare

Segnalo questo articolo perché lo sottoscrivo in pieno, perché non saremmo qui se non avessimo deciso che valeva la pena cercare di vivere come volevamo. 

www.italiachecambia.org

 "(...) il cambiamento: quello effettuato da alcune persone e quello che spaventa molte altre.
Di fronte ad una scelta nuova, ad un taglio con il passato, ad una rottura di schemi predefiniti, infatti, il nostro organismo innalza barriere, la nostra mente elabora scuse, il nostro cuore costruisce recinti. “Sarebbe bello, ma è impossibile” – ci affanniamo a spiegare. “Sì, facile farlo per quello là, con tutti i suoi soldi, ma io non posso!” – ci confortiamo. “E poi la mia famiglia non capirebbe, devo mantenere tre figli, la vita costa, mia mamma è anziana, ho il mutuo da pagare, sono troppo avanti con gli anni, il sistema non lo permette, i politici fanno schifo, c’è la crisi”.
Siamo molto accalorati quando elenchiamo tutte queste motivazioni. Qualche volta diventiamo persino aggressivi. Sì, perché se ci fermassimo a pensare, se provassimo ad ascoltare l’altro, se magari aprissimo davvero gli occhi e ci accorgessimo che “quello là” stava in una situazione più difficile della nostra eppure ce l’ha fatta, ed è persino disposto a raccontarci come… beh, in quel caso saremmo obbligati a confrontarci con i nostri spettri, con l’unico vero impedimento alla realizzazione dei nostri desideri: noi, io, tu."

L'autore di queste parole è Daniel Tarozzi, giornalista che ha percorso l'Italia per mesi, intervistando persone comuni che in qualche modo stanno cambiando la loro quotidianità. Le storie sono state raccolte in un libro, "Io faccio così". Sarebbe un gradito regalo di Natale, ecco.  :-)

venerdì 22 novembre 2013

Le pulciotte e la neve

Ieri sera La Buona Luna è stata imbiancata da una spruzzata di neve che è rimasta fino a questa mattina. Le pulciotte più piccole osservano perplesse quella roba bianca che fa sentire freddo ai piedi (meglio stare in bilico su una zampa sola, almeno se ne ghiaccia una alla volta).


venerdì 15 novembre 2013

Le galline d'inverno non fanno uova....oppure sì?

Come tutte le regole che riguardano gli esseri viventi, ci sono le eccezioni.

Per chi non ha mai avuto animali suonerà strano sapere che le galline non fanno sempre le uova. Eppure è così, ed è molto logico: le uova implicano 21 giorni di cova e a seguire un gruppo di pulcini che devono mangiare, quindi c'è una stagione ottima per tutto ciò, la primavera; il resto dell'anno si presta più o meno bene e la deposizione ha un andamento variabile di conseguenza.
Le galline iniziano a deporre le loro uova da fine gennaio in poi ("gennaio ovaio"), aumentano a pieno ritmo in primavera (1 al giorno per le ovaiole, 1 a giorni alterni per le altre razze), diminuiscono con il caldo estivo, sospendono in settembre in concomitanza della muta del piumaggio e poi con l'abbreviarsi delle giornate. Riprendono solo quando le giornate si allungano arrivando a un certo numero di ore.
Il suggerimento, anche per un pollaio familiare, è di integrare artificialmente il numero di ore di luce, semplicemente accendendo una lampadina ad anticipare l'alba.
Noi abbiamo deciso di non farlo, perché ci sembra giusto che se la loro fisiologia lo richiede, ci sia un periodo dell'anno in cui non depongono e recuperano un po' di forze.
La sorpresa è stata che questa regola non è così rigida, senza uova per ora siamo rimasti solo una settimana: una delle due rossine e la mugellese infatti scodellano abbastanza regolarmente il minimo indispensabile per il nostro consumo casalingo.

martedì 12 novembre 2013

Il primo freddo

Ieri mattina la prima nevicata dell'autunno 2013; da noi arrivava sciolta, ma alla Consuma lo scenario alle 7.00 era questo.



venerdì 1 novembre 2013

Castagnatura


In questi giorni stiamo raccogliendo chili e chili di castagne, marroni, marroni selvatici & co.

(Per la soluzione al quesito del momento "Ma la differenza fra marrone e castagna?" vi rimando alla pagina di wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Castagna. Differenze ce ne sono, ma la probabilità di raccogliere dei marroni e sentirsi dire che sì, sono dei marroni, è pari a quella dell'avvistamento del cinghiale bianco. Vi diranno sempre che non sono mica quelli, perchè il marrone è più così o più cosà. Rassegnatevi, l'importante è che siano buoni e si sbuccino bene, no?).

La Collina, il nostro bosco di castagni, dopo un paio di anni di magra ci ha inondato di frutti; quindi, visto che i cinghiali non necessitano di ulteriori aiuti in cibo, abbiamo deciso di vendere le nostre castagne a chi le secca per farne farina.

Il procedimento tradizionale prevede l'utilizzo dell'essiccatoio (seccatoio), un edificio a due piani, divisi da un solaio di travicelli dove le castagne vengono distribuite in uno strato di una ventina di centimetri. Al di sotto viene acceso un piccolo fuoco che viene mantenuto per circa 30 giorni; ogni due ore occorre aggiungere legna al fuoco, la migliore è quella ricavata dalla parte interna dei vecchi tronchi di castagno (il pulicone). Quando i frutti sono ben secchi devono essere sbucciati e poi possono essere trasformati in farina dolce. Da 100 Kg di castagne fresche si ottengono 30 - 33 Kg di castagne secche, a cui va tolto un ulteriore 20% di bucce.

In attesa della nuova farina, oggi abbiamo terminato quella dell'anno scorso facendo alcuni necci.
Su http://www.acquabuona.it/2008/11/i-necci-con-la-ricotta-un-fotoracconto/ trovate le istruzioni dettagliate per realizzarli.

Se siete interessati ad acquistare i nostri marroni o a venire a fare l'esperienza di bucarvi le dita con i ricci per raccoglierli, contattateci!


In Casentino sono diverse le feste dedicate alla castagna e al suo mondo:
A Raggiolo, il 1 Novembre, Festa di Castagnatura
A Stia, il 2-3 Novembre Castagnata Stiana
A Cetica il 9-10 Novembre Festa della Castagna

mercoledì 23 ottobre 2013

Noci

L'ombra del noce fa male al contadino 

- perché si siede a riposare e non lavora...

Nonostante il detto i noci qui sono sempre presenti vicino alle case, fonte di ombra e di preziosi frutti. La noce (o il nòcio) è un bell'albero, molto grande, corteccia grigio chiara spesso screziata di licheni gialli, fiori insignificanti raccolti in lunghe infiorescenze, foglie composte dalla forma inconfondibile. Un'ombra piacevole, ampia e ben fruibile grazie alla capacità di queste piante di fare il vuoto sotto di sè: le radici trasudano sostanze che limitano la crescita di altre piante nel raggio della chioma.
Le noci ancora verdi, tenere, con il guscio non ancora formato, si raccolgono per San Giovanni (24 giugno) per fare il nocino. Vengono lasciate a macerare nell'alcool a lungo, al sole, per ottenere uno dei liquori più amati.
Da settembre in poi gli scoiattoli iniziano a correre sui rami per mangiare le noci quasi mature: comodamente seduti su un ramo tengono la noce smallata fra le zampe anteriori e con pochi colpetti di denti sul margine della noce riescono ad aprirla dividendo perfettamente il guscio nelle due metà. Le noci che cadono a terra vengono rosicchiate dai topi, che meno signorilmente le forano a un'estremità.


I malli si aprono e liberano i loro semi, le noci: raccolte man mano che cadono, liberate dai resti del mallo, fatte asciugare e conservate in dispensa durano molto a lungo e sono sempre a disposizione per finire in qualche dolce o esser mangiate così come sono.

martedì 17 settembre 2013

Quando la mora...


Quando la mora si fa nera,
un fuso a sera.

trad.: le giornate si accorciano e le donne avevano luce per filare non più di un fuso.

Se volete fare la confettura di more sono disponibili in cassette da uno o due chili, a 5€ al kg.

martedì 10 settembre 2013

Buongiorno

Alba a Caiano

La Buona Luna si meccanizza!

Sabato mattina e' arrivato il nuovo giocattolo...
il tanto atteso trattore! Domenica abbiamo subito provato ad andare a prendere un po' di legna e siamo molto soddisfatti, portare a casa in unico viaggio quello che avremmo portato in cinque e piu' non ha prezzo.


martedì 2 luglio 2013

Tosca - le rossine, galline da capannone.

Visto che ci siamo ritrovati con due galletti e poche galline, per aumentare il numero di mogli senza spendere troppo abbiamo acquistato due galline ovaiole. In Toscana c'è l'azienda Il Palle, che fornisce un po' tutte le agrarie e i consorzi, con un certo assortimento di razze e ibridi.
Abbiamo scelto le ovaiole Tosca, dovrebbero essere ibridi commerciali tipo Isa.
La prima impressione non è stata delle migliori: hanno il becco tagliato, sembravano parecchio rintronate e stavano fisse alla mangiatoia; uova, zero. Per farle uscire dal pollaio bisognava prenderle di peso, e cercavano subito di tornare al chiuso (!). Da qui l'appellativo di "galline da capannone".
A distanza di un mese possiamo dire che sono rinate, hanno imparato a stare all'aperto e a razzolare nell'erba (adesso vanno riportate di peso dentro, sorde al richiamo della mangiatoia piena). In più sono molto docili, si lasciano prendere e toccare dai bambini con molta pazienza, il che non guasta visto la selvaticità del resto del pollaio. Hanno iniziato a deporre, tutto sommato l'impressione è positiva. Non hanno l'istinto alla cova; essendo ibridi non dovrebbero generare una prole particolarmente interessante ma il prossimo anno proveremo comunque a vedere cosa viene fuori dall'incrocio con l'amrocks. 
Se cercate qualche gallina facile da gestire direi che sono ottime.

giovedì 20 giugno 2013

I nostri animali: le Amrocks

Baba, una delle nostre prime tre  galline
I primi abitanti del pollaio ci sono stati dati la scorsa estate da un collega di Leonardo, ed erano tre femmine Amrocks e una Moroseta.
L'Amrocks è una razza selezionata nel 1868 in America e poi in Germania dal 1948. I nostri animali vengono da Faltona, vicino a Talla (AR).
E' una razza di taglia grande a duplice attitudine, sia ovaiola che da carne. Per il momento possiamo esprimerci solo sulle uova, che sono ottime; grandi, più di quelle delle comuni ovaiole rosse, con guscio rosa chiaro e forma allungata. Il numero deposto è paragonabile a quello delle ovaiole.
Il gallo dovrebbe arrivare ai 4,5 kg; non lo abbiamo pesato ma quando corre dopo un po' ha il fiatone, da quanto pesa... Le galline si fermano intorno ai 3 kg di peso, ma anche qui non abbiamo verificato.
Aristide, il gallo
Nonostante la mole svolazzano abbastanza, almeno da un terrazzamento all'altro.
Maschi e femmine si riconoscono facilmente, i pulcini maschi sono grigio scuro con un punto giallo sulla sommità della testa, le femmine sono quasi tutte nere. Quando crescono, il piumaggio dei maschi ha una barratura più sottile dove prevale il bianco, appaiono quindi più chiari delle femmine.



Stiamo allevando pulcini Amrocks, se qualcuno è interessato può contattarci.

Per approfondire in proposito alla razza: http://www.agraria.org/polli/amrocks.htm

sabato 4 maggio 2013

Passeggiata per imparare a riconoscere le erbe

Il 1°maggio La Buona Luna ha ospitato una passeggiata organizzata in collaborazione con il GAS Casentino, con lo scopo di insegnare a riconoscere le erbe spontanee.
Appuntamento a mezzogiorno per un pic nic condiviso e poi via lungo un semplice percorso che ha offerto numerosi spunti di osservazione.
Su http://www.gascasentino.it/galleria-fotografica/1-maggio-2013/ trovate le foto della giornata!

sabato 6 aprile 2013

Cucù

Oggi è ufficialmente arrivato anche il cucco (cuculo), quindi non c' è da preoccuparsi.

"Se l'8 Aprile il cucco non è arrivato, o è morto o è malato."

Perfettamente in salute canta dal leccio vicino al pollaio.

di Vogelartinfo via Wikipedia

domenica 31 marzo 2013

Buona Pasqua Biodiversa


Da quella più scura, in basso a sinistra: Tosca, Moroseta, Amrocks, Cocincina nana, Mugellese.

venerdì 22 marzo 2013

Qualcosa di bianco

Guardo fuori dalla finestra mentre lavo i piatti e vedo un uccellino con qualcosa di bianco che passa nel cielo, abbastanza lontano. Poi un altro. Poi nel senso opposto, con una virata che mette in mostra una pancia bianca. Ci rifletto un secondo, c'è qualcosa di diverso dal solito ma familiare: pancia bianca, groppone bianco, il resto nero...i balestrucci!
Stamattina la Primavera è ufficialmente arrivata in Casentino.