martedì 26 ottobre 2010

La casa giusta per te


La casa giusta è quella che ti consente di vivere serenamente; senza stressarti per la mancanza di spazio, per il troppo freddo o il troppo caldo, per i vicini insopportabili, per il mutuo troppo alto.


Se oltre a vivere in campagna volete tentare come noi la via dell'autosostentamento, la ricerca non coinvolge più solo la casa ma l'intero podere.


Le cose si complicano, ma si fanno più interessanti.

La nostra (futura) casa l'abbiamo cercata a lungo, e ancora non è diventata nostra - anche se, incrociando le dita e facendo tutti i possibili scongiuri, non dovrebbe mancare molto.


Cercandola, abbiamo conosciuto luoghi, case, persone; e mi è venuta un'idea, che per ora è solo un abbozzo.
Prendendo l'esempio dell'albergo diffuso, perché non costruire una comunità diffusa?

L'albergo diffuso sfrutta gli spazi non-abitati mettendoli a disposizione dei turisti, integrandoli nei borghi, senza creare nuove strutture.

Una comunità diffusa potrebbe recuperare i poderi delle nostre campagne.
Ri-abitare: portare nuova vita nelle case, spesso chiuse da anni, in triste attesa che la morte dell'anziano parente proprietario ne consenta la vendita. Situazioni di questo tipo sono purtroppo molto frequenti.
Ri-costruire: le coloniche, ma anche le relazioni sociali.
Ri-coltivare campi e boschi, con amore: agricoltura biologica, biodinamica, permacoltura...
Ri-ciclare: riusare, barattare, scambiare saperi.

Non abbiamo un intero borgo disabitato in cui stabilire la sede di un ecovillaggio, ne' terreni dove costruire case fatte con le balle di paglia. Non possiamo e non vogliamo fondare una comune.

Penso che sarebbe bello se altre persone, desiderose di cambiare vita, scegliessero di stabilirsi nella nostra stessa vallata. Potremmo condividere le nostre esperienze, aiutarci per trovare e sistemare casa, per avviare orti e piccoli allevamenti. Nessun obbligo di partecipare ad alcunché, nessuna visione spirituale da seguire. Ci accomunerebbe l'aver scelto i medesimi luoghi, e l'intenzione di trattarli bene.

Non abbiamo commissioni sulla vendita delle case, non siamo un'agenzia immobiliare. Però, se state cercando una casa in montagna per trasferirvi stabilmente, prendete in considerazione questo angolo di mondo. Alcune delle case che abbiamo visto sono molto valide, ci piacerebbe avervi come vicini e compagni di avventura.
Se volete, contattateci scrivendo a ilcam-at-inwind.it, saremo felici di suggerirvi case da vedere e persone da contattare.

 


mercoledì 6 ottobre 2010

La Buona Luna

La Buona Luna è quella che aiuta le piante a crescere, i bambini a nascere, i progetti a concretizzarsi.

Io e Leonardo viviamo a Firenze, ma stiamo comprando una casa in montagna, con un po' di terreno. Vicissitudini familiari ci hanno messo di fronte alla necessità di cercare una casa tutta per noi. Io ho passato le mie giornate più belle in Casentino, i miei genitori adesso abitano lì tutto l'anno. Riflettendo insieme su cosa potevamo fare, abbiamo deciso di imitarli.

Cosa ci lega a Firenze? Esserci nati non ci impedisce di vedere i difetti di una città come tante altre:
caos
gente schizzata che guida come se ogni precedenza fosse questione di vita o di morte
il RUMORE, avete provato a stare lontani dalla città per qualche giorno? Avete fatto caso, al vostro ritorno, ai rumori che per abitudine mandate in sottofondo? Non c'è MAI silenzio, neppure alle tre di notte
l'ARIA, provate a tenere in casa o sul balcone qualche pianta, piano piano la maggior parte deperisce, a dispetto di ogni cura. Portatele via dalla città, e nel giro di un mese torneranno splendide
il cibo senza sapore e senza nutrienti, confezionato in bare di plastica
l'ossessione dell'igiene disinfettati le mani prima di toccare la tastiera del bancomat, vorrai mica fare l'untore e propagare l'INFLUENZA (neanche fosse ebola..)
persone sofferenti che continuano a correre correre correre lavorare per pagare la baby sitter che fa quello che avresti fatto tu se non fossi andata a lavorare e neanche ti accorgi dell'assurdità di tutto questo
i bambini che diventano piccole belve disincantate, che affrontano la scuola a 8 anni con la stessa insofferenza con cui i loro genitori affrontano il loro lavoro
....
perché continuare a far girare questi meccanismi?

Vogliamo provare a cambiare quello che possiamo (e anche quello che non possiamo).
Io metterò a frutto in senso letterale la passione, l'esperienza e gli studi: cinque anni di agraria e il tempo passato nei campi dovrebbero essere una buona base.
Leonardo fa il fabbro, e dovrebbe trovare lavoro lassù abbastanza facilmente.
Non siamo solo romantici sognatori, sappiamo che ci saranno difficoltà. Ma crediamo che valga la pena provare.